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Cosa è il ZTD secondo LorisWave

Zen To Done, evoluzione o ri(e)voluzione del GTD

Pubblicato in Produttività Personale , Organizzazione
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In sintesi:

Zen To Done® è un sistema di organizzazione personale all'apparenza minimalista che si prefigge lo scopo di fissare e risolvere alcuni problemi del GTD. Rispetto al più famoso GTD punta maggiormente sulla semplicità e al "fare". Vediamo brevemente di cosa si tratta e scopriamone pregi e difetti.

Zen To Done per semplificarti la vita

Cosa è il ZTD

Il ZTD o Zen To Done è un sistema di organizzazione personale, derivato dal GTD e da 7 Habits of Successful People di Stephen Covey, pensato per essere prima di tutto semplice e facile da usare. Il ZTD è definito nel libro "Zen To Done: The Ultimate Simple Productivity System" da Leo Babauta.

Il sistema si prefigge l'obbiettivo di mantenere molti dei concetti del GTD e allo stesso tempo di risolvere 5 problemi che esso ha secondo l'autore:

  1. Troppi cambiamenti di abitudini in un solo colpo
  2. Poca focalizzazione sul fare
  3. Poco strutturato (per alcune persone)
  4. Dispersivo
  5. Poco focalizzato sui tuoi obbiettivi

Il ZTD è meno famoso del GTD e ci sono sicuramente meno forum o siti in cui si parla di questo, puoi trovare molte informazioni riguardo ad esso nel blog dell'autore: zen habits, comprare il libro Zen To Done in inglese oppure la versione italiana da questo link.
Da un po' di tempo qualcuno si è preso la briga di tradurre molto del materiale prodotto da Leo Babauta e lo puoi trovere nel bel sito zenhabitsguide

Il ZTD in breve

il ZTD si compone di 10 abitudini:

  1. Collect (colleziona)
  2. Process your inbox (processa la o le tua/e inbox)
  3. Plan (pianifica)
  4. Do (fai)
  5. Simple Trusted System (avere un sistema di gestione di cui ci si fida e semplice)
  6. Organize (organizza)
  7. Review (revisiona)
  8. Simplify (semplifica)
  9. Routine (costruisci le tue routine)
  10. Find your passion (trova la tua passione)

Queste abitudini vanno implementate gradualmente, una alla volta, fino alla fine, o quasi.

O quasi?

Esattamente!

Il ZTD prevede la possibilità di una versione ridotta con solo le prime 4 abitudini. Inoltre, se non riesci ad implementare nessuna delle prime 9 abitudini l'autore ti consiglia di concentrarti solo sulla decima abitudine: Tenta di trovare la tua passione.
Leo Babauta spinge molto sulla decima regola e leggendo i suoi post successivi alla pubblicazione del suo metodo viene da chiedersi se lui stesso usi il suo stesso sistema o sia passato a qualcosa di ancora più semplice.

Il libro sul ZTD oltre alle 10 abitudini è pieno di molti buoni consigli su come affrontare il caos quotidiano. Questi consigli possono essere implementati anche autonomamente e vale la pena di leggere questo testo visto anche il fatto che è breve e va al nocciolo delle questioni molto velocemente.

Anche il ZTD, come il suo predecessore GTD utilizza il concetto di liste di cose da fare divise per circostanze, ma ne riduce la complessità. Le liste sono usate come serbatoi per alimentare la vera lista di cose da fare. Ho fatto diverse prove con queste liste sia riducendone il numero sia aumentandolo ma non sono mai riuscito a utilizzarle pienamente.

Pregi del ZTD

Leo Babauta è un minimalista, ha ridotto tutto all'osso e il suo sistema è veramente semplice, le prime 4 abitudini, implementate una al mese, possono veramente portarti dal disordine assoluto a una situazione stabile e produttiva, specie se parti dal nulla. Per chi è alle prime armi e cerca un sistema integrato troverà nel ZTD un ottimo inizio, si parte gradualmente e si implementa piano piano ogni nuovo principio.

Il ZTD è basato sulle abitudini e tramite queste ti aiuta a mantenerlo ed attuarlo. Nel libro c'è un intero capitolo su come implementare e collegare tra loro le nuove abitudini (Per saperne di più sulle abitudini).

Difetti del ZTD

Uno dei difetti del ZTD è la pianificazione. Non sempre questa è possibile, non sempre si adatta alla propria vita e sopratutto ad alcuni ambiti lavorativi.

Il metodo ZTD è un sistema completo e come tale prende in considerazione vari aspetti della quotidianità, questo significa anche che implementare tutte le 10 regole (sono chiamate abitudini ma non si può sinceramente dire che tutte lo siano) anche se su tempi lunghi non è ne immediato ne semplice.

Alcune abitudini non sono abitudini, ma racchiudono dietro ad un semplice nome una serie di comportamenti virtuosi. L'abitudine n° 6 per esempio (Organizza) racchiude una serie di buoni consigli su come creare e mantenere l'ordine tra le cose e nel proprio spazio. In sintesi, anche se l'autore vuole farcela sembrare semplice in realtà lo è un po meno di come viene presentata.

Conclusione

Il ZTD tenta di semplificare il GTD e vi riesce, anche se solo in parte.
L'autore spinge sulla flessibilità e sulla possibilità di implementare solo le abitudini che più si crede possano essere utili, ma questo è fattibile anche con molti altri sistemi e lo stesso ZTD deriva dalla aggregazioni di buone pratiche di altri sistemi.

Trovo che sia un buon sistema per iniziare, sia che tu sia alla ricerca di qualcosa di semplice sia da usare come trampolino per qualcosa di più complesso. Io ho usato il ZTD fino a quando da questo non ho iniziato a definire il mio metodo personale di organizzazione GPV.

Tu hai provato il ZTD?

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