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Prove e test: cosa sono, perché servono e come farli

Un test fallito è un passo avanti verso il sucesso

Pubblicato in Produttività Personale , Organizzazione
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In sintesi:

Ho imparato a mie spese che fare test è fondamentale per ridurre i tempi di esecuzione e procedere correttamente.
In questo articolo scoprirai cosa sono, perché sono fondamentali, quali accorgimenti usare per farli bene e quali sono gli errori più comuni che ho osservato nella mia vita.

Ci sono molti modi per sbagliare Uno solo per fare  la cosa giusta

Per il cenone della Vigilia di Natale mia mamma ha preparato una ricetta nuova, "Totani impanati al forno", ma non è stata una buona mossa. Anche mia suocera qualche anno fa aveva tentato un esperimento per il pranzo di Natale: "Polpettone in crosta al timo", ed anche quella volta non era stato un successo. Entrambi erano pranzi in famiglia, nulla di tragico, ma visto che il Natale lo aspetti per un anno intero perché rovinarlo quando si può, con un piccolo test, limitare il rischio?

Cosa è un test

Per la Treccani un test é:

Prova, saggio o esperimento, e anche mezzo o criterio di prova, di analisi e di valutazione.

I test, o se preferisci le prove, sono piccoli esperimenti che servono per vagliare una soluzione, sia questa un'assoluta novità o anche un'alternativa a quella in uso. Test e prove sono fondamentali per ridurre i rischi e sovente anche i tempi. Qualsiasi nuovo elemento tu voglia inserire in un contesto, sia un nuovo software, un nuovo flusso di lavoro, una nuova tecnologia o un nuovo ingrediente in una ricetta, può beneficiare di un piccolo esperimento.

Ricordo la delusione di mia suocera quel Natale; il risultato non era da buttare, in un altro momento sarebbe andato bene, ma il pranzo di natale è "Il Pranzo" di Natale e anche se in famiglia è comunque un momento importante, pensate poi se la stessa cosa fosse stata fatta in un altro contesto, magari quando avete invitato a cena per la prima volta quel ragazzo/a che vi piace tanto.

I test non devono essere né sopravvalutati né sottovalutati. Non bisogna interpretarne l'esito positivo come garanzia di riuscita e allo stesso tempo è sbagliato non farli convinti che la realtà non possa essere simulata o, ancora peggio, farli male rendendoli inutili perdendo solo tempo.

A cosa servono le prove

Sembrerà banale ma le prove servono a evitare gli errori, evitare che in un momento importante vi siano inconvenienti. Siccome la vita, secondo me, è tutta fatta di momenti importanti queste piccole verifiche vanno fatte quasi sempre, sopratutto quando si inizia qualcosa di nuovo.

Le prove sono importanti perché, nonostante la loro natura di esperimento, a volte in scala ridotta e spesso in un ambiente controllato, pur non dando garanzie assolute di successo offrono ottime indicazioni. Un test può escludere molti errori; anche se non può dare certezze sulla riuscita è spesso molto affidabile con gli esiti negativi. Se una cosa non funziona in fase di collaudo quasi sicuramente non funzionerà neppure nella vita reale.

Con i test, perciò, se non possiamo trovare la via corretta, possiamo eliminare molte strade sbagliate e questo rappresenta già un vantaggio: fare centinaia di volte lo stesso errore nella vita reale non è sempre possibile ed è comunque una perdita di tempo, le prove riescono a prevenire molti di questi errori e aumentare le possibilità di fare la cosa giusta.

Perché fare i test

La verità è che non sarai mai pronto, puoi studiare e fare tutti i controlli che vuoi ma l'incognita è sempre dietro l'angolo, però con una buona base di verifiche alle spalle avrai l'elasticità e la capacità di sfruttare le competenze acquisite per dribblare il problema. Devi fare delle prove per capire meglio quello che fai, per anticipare dei possibili problemi o possibili esigenze. I manuali ti spiegano la funzione "A", "B" e "C", quasi mai ti dicono cosa succede mischiandole tra di loro. Anche per questo servono prove e test.

Vantaggi

La conoscenza aumenta con l'esperienza, l'esperienza che si può fare attraverso delle prove è preziosa perché costa poco in termini di tempo e risorse ma equivale quasi a quella acquisita in una situazione reale. La conoscenza inoltre può essere riutilizzata. Se in una ricetta scoprite che le zucchine (saranno mica commestibili :-)) stanno bene con la panna, potrete riutilizzare la combinazione anche in una ricetta diversa, magari quando vi manca l'ingrediente previsto per la quella ricetta.

L'essere completamente liberi (questo è il risultato di fare un test) ci da la possibilità di sperimentare cose che altrimenti non avremmo mai fatto e che possono dare risultati imprevisti e, a volte, piacevoli.

Come realizzare i test

Le prove possono essere portate a termine seguendo approcci diversi a seconda della materia che si va a trattare, ecco alcuni suggerimenti:

Ridurre la scala

Per esempio posso fare una ricetta per una persona e poi ripeterla per 50 persone, ovviamente non è la stessa cosa, alcuni tempi di cottura potrebbero cambiare, sicuramente cambiano alcune pentole e questo richiede degli aggiustamenti in corso d'opera, ma il grosso dei problemi è evitato.

Scomporre

Scomporre il test in più parti, per esempio quando scrivo una formula di Excel complessa la divido in più parti in modo da verificare il risultato della prima parte e se corretto posso procedere sicuro del risultato fino a quel punto.

La prova in costume

Come succede a teatro è possibile fare una prova nelle condizioni finali (costumi, effetti, luci) ma senza la necessita di un risultato. Prendiamo per esempio la solita ricetta, posso anche decidere di provarla già consapevole di non utilizzarne il risultato indipendentemente da quale sarà, oppure la preparo per un giorno normale e se viene male chi se ne frega. In questo modo anche se in un ambiente reale e in scala 1 a 1 comunque ho realizzato un test. Con il cibo una "prova in costume" è un peccato ma con molte lavorazioni digitali questo meccanismo può essere utilizzato senza problemi.

Dimostrare per assurdo

A volte un test fallisce e non ne capiamo il motivo, non possiamo semplificare ulteriormente, non possiamo analizzare i dati che produce. A volte bisogna dimostrare per assurdo, bisogna agire al contrario. A volte bisogna semplicemente capire che differenza c'è tra un test riuscito ed uno simile che fallisce, trovare quell'elemento che differisce tra i test con risultati diversi e che è in comune ai risultati simili.

Errori nelle fasi di test

I test devono essere fatti e devono essere fatti bene, ci sono una serie di errori comuni che ho commesso negli anni:

Situazione di test troppo diversa dall'uso reale

In pratica provo a fare la ricetta con la carne, perché il pesce costa troppo per un assaggio. Ma secondo te questa è una prova attendibile? Eppure quante volte mi è capitato per fretta o per leggerezza di fare prove simulando situazioni lontane dalla realtà. Un ambiente controllato e una scala ridotta non significano poter cambiare completamente le regole del gioco e quando lo si fa lo si deve fare con molta attenzione.

Non considerare il punto di partenza

Ci sono un paio di ricette che mi vengono sempre un po' insipide, per questo ogni volta mi dico che dovrò metterci più sale, peccato che non ricordo mai quanto ne avevo messo la prima volta, perciò più di quanto? Non avere una chiara idea di quale sia la situazione da cui si parte è un errore enorme, la conoscenza del punto di partenza è fondamentale per verificare l'esecuzione di un test. Prima bisogna avere un'idea chiara della situazione, magari misurando i risultati di un'azione, solo dopo la si modifica e misurando nuovamente i risultati si possono fare delle comparazioni e sapere se la strada è migliore o no.

Test molto complessi

I controlli servono per individuare eventuali problemi e nel caso risolverli. Se il test è troppo complesso presenta due problemi in un colpo solo. Da un lato potrebbe essere così complesso da rendere impossibile capire dove risiede il problema e dall'altro potrebbe essere talmente lungo da impiegare molto tempo nella sua esecuzione. Bisogna creare esperimenti semplici, scomporre il problema in più passaggi e controllare il risultato di ogni singolo passaggio.

Pregiudizi

Per trovare la sorgente di un problema non si deve dare nulla per scontato (anche perché se fosse scontato lo avremmo già risolto) e perciò anche l'osservazione di un test deve essere il più possibile senza pregiudizi. A volte serve l'umiltà di ricominciare, di affrontare il tema da un altro lato, di buttare tutto quello che si è fatto e ritentare di nuovo.

Incapacità di interpretare i risultati

Mi è successo di iniziare un test e dopo aver raggiunto il risultato di cui avevo bisogno, perso nello slancio andare avanti per non so quale strada. Una sorta di trance agonistica che ti porta a continuare a correre anche se la partita è finita. Senza un quesito di partenza è difficile capire i risultati.

Mi è capitato altre volte di buttare giù alcune funzioni in Excel e non avere la più pallida idea del perché non funzionavano, cadendo nell'errore di voler imparare tramite un test qualcosa che aveva bisogno di una spiegazione teorica. I test aiutano ma non sono né l'unico modo né a volte il più appropriato per imparare (mi spiace ma ogni tanto i manuali vanno letti).

Mi è capitato di preparare una pietanza e fidandomi della ricetta non assaggiare mai durante la preparazione. Alla fine il risultato non era gradevole (modo gentile per dire che era immangiabile) e in più non sapevo dove avevo sbagliato. Alcuni assaggi mi avrebbero potuto indicare dove il sapore stava cambiando e se non a evitare il danno almeno darmi un'indicazione di dove intervenire la volta successiva.

I risultati di un test vengono interpretati attraverso i presupposti iniziali, la conoscenza delle attività svolte e, dove applicabile, le misurazioni fatte durante il processo. Se queste basi mancano, anche a fronte di un test riuscito, non sapremo se è riuscito, non sapremo individuare il perché è riuscito e non sapremo in futuro come ripetere il successo.

Mischiare le prove con la produzione

Questo errore, specie con i software è comune e io lo commetto spesso. Inizio a fare una cosa con un software e ad un certo punto devio (per varie ragioni che non sto qui ad elencare) e inizio a provare una funzionalità, poi un'altra e a volte un'altra ancora. Questo fa perdere tempo perché da una parte rallenta la produzione e dall'altra, siccome non è dichiaratamente un test, non funge da raccolta di informazioni. Siamo distratti e perciò non raccogliamo i frutti delle prove fatte.

Poca varietà

Se il test serve per definire un sistema da riutilizzare molte volte ed in condizioni diverse le verifiche devono in qualche modo rispecchiare questa varietà. Se provo una ricetta mi aspetto che gli ingredienti siano sempre gli stessi con al massimo piccole variazioni di qualità; se sto provando la tenuta in curva di un'auto invece il terreno potrebbe cambiare notevolmente e nei collaudi ci deve essere questa varietà.

Prove all'ultimo momento

Mi spieghi come pensi di risolvere una situazione se non ne hai il tempo? La prova in costume a teatro è fatta il giorno prima della prima, non si può fare molto, ma è anche l'ultima di tantissime prove che sono fatte durante tutta la preparazione dello spettacolo ed in cui si è già verificato tutto il possibile. Preparare una ricetta di prova il giorno prima di quando effettivamente serve sapendo che comunque vadano le cose i negozi per comprare ingredienti diversi sono chiusi è stupido e a dirlo sembra anche banale, ma ho visto più di una volta fallire un test e non avere il tempo per correggere l'errore.

Prove sui software

Quando provo un nuovo software faccio sempre un po' di prove, queste ti aiutano a capire come funziona il software, come reagisce, spesso scopri cose che erano già scritte sul manuale (che hai letto vero?) ma che non avevi interpretato correttamente o che non erano scritte chiaramente. Non serve sperimentare tutte le funzioni del software ma almeno quelle che andrai ad utilizzare; in fin dei conti se stai provando un software lo fai perché prevedi di usarlo e perciò dovresti già avere un'idea chiara dello scopo e dei risultati che ti aspetti dall'uso di quel software. Prova poi le funzioni più comuni ed infine quelle che pur non essendo necessarie per i flussi di lavoro che hai previsto potrebbero rivelarsi utili.

Le prove vanno fatte con intelligenza aumentando progressivamente la complessità, il carico, la lunghezza. In questo modo si guadagna del tempo. Se per esempio devo processare dei dati, inizialmente la mia prova potrebbe essere su una manciata di elementi, giusto per verificare che il processo sia corretto, una volta che un primo test in scala molto ridotta ha successo posso fare un'ulteriore prova sempre con pochi dati ma diversi dai primi. Solo quando sono sicuro che le formule sono corrette posso provare ad aumentare il carico per verificare che la mole di dati non possa diventare un ostacolo nel processo.

A volte bisogna semplicemente osservare per capire: perché il sufflé si sgonfia? Perché l'oggetto cade?
Con i software questo approccio è più difficile ma non impossibile, a volte un'operazione di un computer è talmente veloce che non ne possiamo osservare l'evolversi ma questa strada deve essere comunque tenuta in considerazione.

L'influsso negativo dei software nei confronti dei test

Con l'avvento dei software si è innescata ad ogni livello la convinzione di poter rimediare. Con i software ho visto spesso agire sicuri di avere la possibilità di tornare indietro, di annullare le ultime operazioni. l'informatica porta spesso a questa mentalità che a sua volta induce a non testare sufficientemente le soluzioni, questo si traduce nel non progettare e analizzare correttamente così da obbligarci a dover rifare, modificare e perdere tempo in un secondo momento.

La convinzione di poter correggere in corso d'opera ha ridotto l'importanza che viene data alle prove e perciò il tempo dedicato ad esse, questo però ha allungato i tempi di esecuzione e aumentate le criticità durante la fase di esecuzione.

Ci imbarchiamo sempre più spesso in attività senza pianificare, senza fare analisi e verifiche, convinti di poter mettere a posto in un secondo momento. La possibilità di correggere in corso d'opera che dava il vantaggio di migliorare si ritorce contro noi stessi e la qualità di quello che facciamo tende a diminuire.

Coloro che lavorano con oggetti reali, cose tangibili, commette questo errore molto meno di chi lavora con i bit; la possibilità di migliorare in un secondo momento offerta dai software a volte si rivela una trappola perché induce a non fare attenzione.

Quando non fare un test

Si potrebbe dire che è inutile fare una prova quando è già stata fatta o quando il risultato è ovvio. Mischieresti la Nutella con la maionese? Nonostante questo non essere molto sicuro dei risultati, dubita sempre, ciò che sembra evidente e palese a volte è tremendamente sbagliato.

In sintesi

I test riducono la possibilità di errore, individuano possibili falle e aumentano le competenze. Un buon test deve simulare il più possibile la realtà riducendo il più possibile l'impegno di risorse scalando, scomponendo o annullando l'importanza del risultato. Evita di fare prove complesse e allo stesso tempo prendi in considerazione la varietà della vita, considera sempre il punto di partenza e tieni traccia della strada che stai percorrendo, sii aperto alle possibilità ma non tentare di mischiare produzione e sperimentazione.

Conclusioni

I test sono una risorsa preziosa a cui attingere, fanne sempre, falli bene. Sii curioso, poniti delle domande, chiediti quale sarebbe il risultato e se non trovi una risposta organizza un piccolo test. Fai tesoro dei risultati, analizzali attentamente, approfitta dell'opportunità e fissa tutto quello che hai imparato. Ricorda che non è importante se il test ha avuto successo o è fallito miseramente, comunque avrai imparato qualcosa.

Ora tocca a te, quali sono gli errori che hai commesso facendo un test e quali le migliori strategie che adotti per portarli a termine velocemente?

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