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Perché i software non innovano quanto vorrei?

Il peggior nemico dell'innovazione è l'abitudine

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Quanti di voi si sono trovati a chiedersi: ma possibile che non ci sia un software che faccia questa cosa?
Oppure: ci sarà un modo più semplice per fare ...(mettete qui quello che volete)?

A me capita spesso di non essere soddisfatto dei software che ho a disposizione, spesso mi ritrovo a cercare una soluzione, soluzione che non sempre trovo e se la trovo non è esattamente come la vorrei, questo mi spinge a pensare alcune cose...

Confondere l'abitudine con la comodità impedisce l'innovazione.

  1. Mio padre aveva ragione a chiamarmi bastian contrario
  2. C'è ancora molta strada che i software possono fare per innovare

Ma perché i software non innovano quanto vorrei?

In questo momento ci sono una serie di limiti che vedo nei software e questi limiti non riguardano il cosa i software sono in grado di fare ma quello che le persone devono fare per ottenere quello che desiderano. Mi sono sempre chiesto perché sia così difficile per una software house sviluppare dei software più a misura di utente. Poi mi sono messo a parlare con gli utenti e ho capito il perché. Gli utenti sono diversi, ognuno con le sue esigenze, i suoi vizi e le sue abitudini. Tutte queste diversità si riflettono in quello che vorrebbero da un software e si traduce nell'impossibilità di rendere felici tutti.

Lo sviluppo di un software, indipendentemente che sia a pagamento o open-source, dipende dagli utenti che lo utilizzano.
I software commerciali devono sottostare ad un mercato fatto di utenti che pagano per il software; i software open-source, che in genere non brillano per l'usabilità, hanno una situazione anche più complessa: infatti inizialmente utilizzati da early adopter, utenti avanzati che cercano la massima potenza a discapito dell'interfaccia, nel medio e lungo termine devono aumentare il numero di utilizzatori per avere un nome e sperare di portare avanti lo sviluppo. Questo cambiamento di target non è sempre facile da gestire e mettere d'accordo un pubblico così diverso non è sempre possibile.

Alla fine sono gli utenti a decretare lo sviluppo; l'innovazione sembra quasi democratica, tu fai la tua proposta, l'utente adotta il tuo prodotto e chi ha più utenti vince. Sembra democratica anche quando non sembra: il caso Apple che con un numero non sempre elevato di utenti (prima che si mettesse a fare gli iObject) riesce ad innovare è legato ad una strategia precisa di target (successo di utenti con buona disponibilità economica) e di focalizzazione sui prodotti senza perdersi in fronzoli e funzionalità marginali. In pratica Apple ha meno sostenitori, ma questi vanno tutti a votare (comprare).

L'innovazione si è sempre accompaganta/scontrata con il pubblico, ne sa qualcosa Galileo, ne sa qualcosa il Newton (non lo scienziato ma il palmare), ne sanno qualcosa tutte quelle innovazioni che sono arrivate troppo presto. Sembra che non basti innovare, ma bisogna farlo al momento giusto, bisogna arrivare per primi ma non troppo presto. Bisogna aver un terreno fertile in quegli utenti che decreteranno il successo di un prodotto.

Sulla strada dell'innovazione siamo noi esseri umani la variabile impazzita dell'equazione.

Innovare significa introdurre nuovi modi di lavorare, modificare l'interfaccia, a volte significa anche tagliare con il passato. Innovare significa anche passare attraverso dei momenti di difficoltà, momenti in cui devi apprendere e imparare ad usare le nuove tecnologie. Innovare significa ottenere di più con meno sforzo sul lungo periodo; nell'immediato dovremo superare l'attrito dell'abitudine, del rivedere le procedure, dell' imparare le nuove funzionalità. Sopratutto bisogna stare attenti a non confondere comodità con abitudine. Il fatto che si faccia la stessa cosa sempre nello stesso modo porta ad un'abitudine che anche di fronte ad un percorso più comodo non vuole mollare la presa, ed ecco che l'innovazione ci sfugge di mano.

Se i software non innovano quanto vorremmo è colpa nostra, di noi utilizzatori che distrattamente tendiamo ad utilizzare sempre gli stessi strumenti senza chiederci o verificare se non ci sia qualcosa di più adatto alle nostre esigenze.

L'innovazione, per chi non se ne fosse accorto è li che ci aspetta, spetta solo a noi utenti spingerci al di la del muro delle abitudini.

Conclusione

Vuoi software migliore?
Scegli meglio quello che adotti oggi, premia chi si impegna a darti il meglio, chi innova, chi studia la lezione e non copia scimmiottando ma copia innovando e migliorando. Devi fare scelte migliori e per fare scelte migliori devi essere più consapevole di quello che stai scegliendo.

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